(riproduzione riservata)
un comunicato del parlamento europeo informa che “gli eurodeputati della commissione sostengono che il piano pluriennale per gli stock demersali nel mediterraneo occidentale dovrebbe consentire un maggior numero di giorni di pesca, laddove vi sia il supporto di evidenze scientifiche. in una proposta di risoluzione, adottata dalla commissione per la pesca oggi 12 ottobre con 21 voti favorevoli, quattro contrari e nessuna astensione, gli eurodeputati chiedono una revisione mirata del regolamento sul piano pluriennale per gli stock demersali nel mediterraneo occidentale (westmed map) e invitano la commissione a presentarla entro il 1° dicembre 2026. i risultati dell’attuale piano pluriennale, in vigore da oltre cinque anni, hanno spinto gli eurodeputati della commissione pesca a chiedere alla commissione ue e agli stati membri di passare a una nuova fase di attuazione, caratterizzata da una “maggiore flessibilita’” che garantisca la sostenibilita’ economica e sociale del settore e delle comunita’ costiere. auspicano una gestione della pesca piu’ prevedibile e richiedono le seguenti modifiche: le norme sulla riduzione dello sforzo di pesca (articoli 4 e 7) dovrebbero adattarsi in modo da riconoscere pienamente che diverse specie ittiche vengono catturate insieme nella stessa rete o nella stessa area; lo sforzo di pesca annuale non dovrebbe piu’ essere determinato in base allo “stock piu’ vulnerabile”, evitando cosi’ il cosiddetto “effetto strozzatura” (situazione in cui i pescherecci a strascico catturano simultaneamente molte specie, incluse quelle vulnerabili, raggiungendo rapidamente il limite per tale stock e perdendo quindi l’opportunita’ di pescare altre specie piu’ abbondanti); la possibilita’ di trasferire il 10% dello sforzo di pesca inutilizzato da un anno all’altro; la limitazione delle riduzioni del numero di giorni di pesca a un massimo del 20%; l’inclusione esplicita dell’impatto socio-economico della normativa nel processo decisionale, considerando aspetti quali l’occupazione, il reddito dei pescatori, la redditivita’ delle imprese, l’approvvigionamento di prodotti ittici e la sicurezza alimentare nell’ue. secondo gli eurodeputati, e’ inoltre necessario ampliare la base scientifica su cui si fondano le decisioni annuali relative alle possibilita’ di pesca nel mediterraneo, garantendo che i dati vengano pubblicati in modo trasparente e accessibile prima dell’adozione delle decisioni stesse. osservando che nella valutazione piu’ recente non e’ stato possibile determinare lo stato di sette stock a causa della mancanza di dati, la risoluzione sottolinea la necessita’ di potenziare la raccolta dei dati. gli eurodeputati sottolineano la necessita’ di un programma scientifico dedicato, che coinvolga gli istituti di ricerca nazionali e la commissione generale per la pesca nel mediterraneo, per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla pesca. i membri della commissione pesca esortano la commissione europea e l’agenzia europea di controllo della pesca a intensificare il monitoraggio ed il controllo delle flotte di paesi terzi nel mediterraneo, nonche’ a promuovere una migliore cooperazione tra le autorita’ di tali paesi e quelle dell’ue. sostengono inoltre la necessita’ di un maggiore coordinamento dei controlli sulle importazioni nell’ue, compresa l’istituzione di un ufficio europeo per il controllo delle importazioni, al fine di impedire che i prodotti derivanti dalla pesca inn (illegale, non dichiarata e non regolamentata) raggiungano il mercato interno dell’ue”. maggiori dettagli qui https://tinyurl.com/agrapress186

