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un comunicato della copagri sardegna informa che “‘l’utilizzo del destocking per ‘trasformare’ le giacenze di pecorino romano in una fonte immediata di liquidita’ e’ positivo e condivisibile, poiche’ dara’ ossigeno alle imprese e alleggerira’ la delicata situazione che sta vivendo il settore, contribuendo a una gestione piu’ equilibrata del mercato’. lo sottolinea il presidente della copagri sardegna giuseppe PATTERI, esprimendo soddisfazione per l’annuncio dell’assessore all’agricoltura francesco AGUS al tavolo della filiera lattiero-casearia ovina. ‘si tratta – rimarca PATTERI – di un intervento importante, per il quale ringraziamo la grande capacita’ operativa della societa’ finanziaria della regione sardegna-sfirs e l’impegno della regione, grazie a cui la misura sara’ operativa gia’ a partire da dicembre di quest’anno. riteniamo positivo anche il metodo adottato dall’assessorato, che ha consentito a tutti gli stakeholder di confrontarsi sui problemi e sulle prospettive del settore e che auspichiamo, pertanto, venga reso stabile e strutturale’. ‘gli strumenti finanziari possono aiutare a governare le difficolta’, ma non sostituirsi a una corretta programmazione produttiva; bisogna continuare a lavorare per individuare soluzioni condivise per mantenere un equilibrio tra produzione, capacita’ di assorbimento del mercato e remunerazione della materia prima’, osserva il direttore della copagri sardegna mario PUTZOLU, ad avviso del quale ‘bisogna, inoltre, promuovere e allo stesso tempo vigilare sulla programmazione attraverso il piano di regolazione dell’offerta, da utilizzare quale strumento concreto di prevenzione delle eccedenze produttive’. ‘non possiamo continuare ad affrontare le crisi quando le eccedenze sono gia’ nei magazzini. occorre intervenire prima, programmando le quantita’ in rapporto alle prospettive commerciali, evitando che gli squilibri produttivi si traducano in una caduta delle quotazioni’, prosegue PUTZOLU, secondo cui ‘altrettanto importante e’ vigilare sull’impiego esclusivo di latte proveniente dall’area geografica della denominazione, come previsto dal disciplinare del formaggio, e introdurre nel medesimo disciplinare un riferimento esplicito alle razze ovine storicamente radicate negli areali produttivi, ovvero la razza sarda e la nera di arbus, cosi’ da valorizzarle coerentemente con il modello produttivo della denominazione’. ‘il confronto avviato a oristano rappresenta un passaggio positivo che deve ora tradursi in risultati concreti; confermiamo la disponibilita’ della copagri a contribuire fattivamente a una strategia condivisa, purche’ essa si basi su un principio insindacabile: non puo’ esistere una filiera lattiero-casearia senza un’adeguata remunerazione del latte e un reddito dignitoso alle imprese’, concludono PATTERI e PUTZOLU”.