MASSIMO MINELLI PRESIDENTE CONFCOOPERATIVE LOMBARDIA

(riproduzine riservata)

“il futuro del piano regionale per l’economia sociale e’ oggi al centro del consilab, l’incontro annuale di confcooperative lombardia che riunisce tutti i dirigenti cooperativi regionali in un laboratorio di coprogettazione per discutere strategie, esperienze e futuro del movimento cooperativo. il piano lombardo per l’economia sociale e’ la declinazione regionale del piano d’azione nazionale per l’economia sociale che rappresenta la risposta italiana alla raccomandazione del consiglio ue del 27 novembre 2023 sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale, ed e’ stato presentato in consiglio dei ministri lo scorso 2 luglio”, informa un comunicato di confcooperative lombardia che cosi’ prosegue: “un piano che anche la regione lombardia ha accolto positivamente, come commenta il vicepresidente della regione marco ALPARONE, intervenuto durante l’incontro: ‘l’economia sociale e’ una risorsa strategica per coniugare crescita economica, inclusione e sviluppo dei territori. con il piano regionale vogliamo sostenere cooperative, imprese sociali ed enti del terzo settore, rafforzando l’accesso al credito, gli incentivi, la formazione e la collaborazione con le istituzioni. l’obiettivo e’ valorizzare le competenze e la capacita’ imprenditoriale di queste realta’, creando nuove opportunita’ di crescita. perche’ la crescita economica acquista pieno valore quando sappiamo misurarne l’impatto sociale e tradurlo in un effettivo miglioramento del benessere collettivo’. ‘condivido l’ottimismo del vicepresidente ALPARONE sul dibattito politico che vede al centro quel piano regionale dell’economia sociale da noi da tempo auspicato: il suo intervento di oggi conferma l’attenzione e la fiducia che le istituzioni lombarde ripongono nel contributo che la cooperazione puo’ dare all’economia locale. – commenta massimo MINELLI, presidente di confcooperative lombardia – una volta attuato e reso operativo, il piano potrebbe infatti essere applicabile in molteplici ambiti, con ricadute positive su fiscalita’, accesso al credito, relazioni tra comunita’ ed enti pubblici, lavoro e governance delle filiere produttive’. confcooperative lombardia e’ dunque convinta che una via lombarda al piano nazionale dell’economia sociale sia dunque possibile, al fine di valorizzare tutti quei comparti economici nei quali le cooperative sono gia’ oggi motori produttivi e generatrici di occupazione partecipata ed erogatrici di servizi di interesse generale, uniti alla forte connessione con il territorio e con le comunita’ propria del mondo cooperativo. tra le proposte emerse, anche l’aumento di investimenti per la conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di vita, per la rigenerazione di spazi pubblici e per il rafforzamento delle reti territoriali nelle diverse aree, con azioni mirate sul commercio e sui servizi di prossimita’, oltre che sulle infrastrutture di mobilita’ per ridurre la fragilita’ viabilistica delle aree periferiche e periurbane. ‘l’economia sociale e’ la chiave di volta su cui possono sostenersi vicendevolmente le esigenze dell’economia e i bisogni delle persone e delle comunita’, superando cosi’ quelle logiche puramente finanziare che nel tempo hanno finito per creare disuguaglianze e poverta’. – prosegue MINELLI – favorire e promuovere in questo senso la cooperazione, come prescritto dall’articolo 45 della nostra costituzione, non e’ un esercizio fine a se’ stesso, ma un lavoro necessario per potenziare le norme sui regimi di aiuto, sull’introduzione della finanza agevolata e sul social procurement. il piano regionale potra’ riconoscere il peso che l’economia sociale riveste all’interno del sistema economico lombardo: con i suoi oltre 300mila occupati di cui 200mila all’interno di cooperative, e’ senza dubbio uno dei pilastri basilari di un’auspicata riforma del mercato. ora attendiamo che dalle parole si passi concretamente ai fatti ovvero che il documento di economia e finanza regionale confermi e ampli quanto gia’ approvato a luglio e che la presidenza programmi fin da subito un tavolo di confronto con le realta’ dell’economia sociale, cosi’ da arrivare alla stesura del piano regionale per l’economia sociale gia’ per gli inizi del 2027 e che, di concerto, si reperiscano risorse adeguate e si varino i primi strumenti per la piena operativita’ dello stesso'”.