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“produzione olearia in calo e forte ripresa per la spagna e il resto del mediterraneo. tuttavia, piu’ che dai volumi della campagna 2026-27, l’industria dell’olio d’oliva e’ allarmata dal complesso scenario economico internazionale. per questo assitol, l’associazione italiana dell’industria olearia aderente a federalimentare e confindustria, esprime forti preoccupazioni per il settore e rivolge un appello urgente al dialogo e all’impegno comune a tutti gli attori della filiera”, informa un comunicato di assitol che cosi’ prosegue: “‘la tempesta perfetta, come qualcuno l’ha definita, riguarda tutti – afferma dora DESANTIS, presidente del gruppo olio d’oliva dell’associazione -. soluzioni facili da indicare non ce ne sono, l’unico approccio efficace e’ ritrovare unita’ e dialogo all’interno della filiera, per affrontare insieme le difficolta”. secondo le stime di assitol, la produzione italiana si attestera’ attorno alle 260mila tonnellate di olio d’oliva. di segno opposto la situazione in spagna, leader mondiale di mercato, che stima una produzione da record di 1.600.000 tonnellate. questo divario ha gia’ provocato un calo delle quotazioni della materia prima sui mercati internazionali, lasciando pochissimo spazio di manovra all’olio italiano, gravato da costi di produzione strutturalmente piu’ alti. ‘l’extra vergine italiano ha sue specificita’ che vanno valorizzate e comunicate in modo adeguato – afferma la presidente degli imprenditori -. del resto, la conoscenza di questo prodotto straordinario, nonostante sia uno dei simboli della nostra cultura alimentare, e’ ancora molto superficiale. ecco perche’ condividiamo e sosteniamo l’approccio del fooi, l’interprofessione dell’olio d’oliva di cui facciamo parte, che propone un piano di promozione ad ampio raggio, in cui la filiera, le istituzioni e la grande distribuzione collaborano per dare valore e visibilita’ al 100% italiano’. per assitol, pesano su tutto il settore anche i problemi legati alla situazione geopolitica: rincari energetici, aumenti del costo degli imballaggi, logistica dell’export resa piu’ complessa dai conflitti in corso. ad aggravare questo scenario, si e’ aggiunto l’ennesimo adempimento burocratico, il documento di accompagnamento elettronico olivicolo (dao), che appesantira’ la burocrazia all’interno del comparto. preoccupa soprattutto l’obbligo di effettuare la registrazione di tutte le operazioni in 3 giorni, quindi entro un termine ancora piu’ ridotto, proprio in una fase dell’anno in cui frantoi e operatori affrontano il massimo carico di lavoro. per giunta, con l’entrata in vigore della bolla elettronica, l’origine e’ tracciata all’istante e non ha alcun senso operativo multare le piccole imprese in sole 72 ore. un obbligo cosi’ stringente per completare le registrazioni rischia di generare errori e imprecisioni, dovuti alla mancanza di tempo per effettuare controlli accurati. inoltre, sanzionare le imprese per ritardi meramente amministrativi penalizzerebbe proprio chi opera correttamente, senza apportare reali benefici alla tracciabilita’ e alla lotta alle frodi. ‘nessuno contesta l’obiettivo di questo nuovo strumento – osserva DESANTIS -. ci si dimentica, pero’, che il nostro mercato e’ europeo, per non dire mondiale. ogni nuovo adempimento significa costi aggiuntivi e risorse umane sottratte alla gestione aziendale, con il rischio concreto di vedere le nostre imprese, sempre piu’ schiacciate tra margini ridotti e nuovi obblighi burocratici, perdere margini di competitivita’ a favore dei competitors esteri. il made in italy, al contrario, si difende creando le condizioni giuste perche’ cresca e sia economicamente sostenibile. per questo, servono politiche coordinate, semplificazione amministrativa e un sostegno concreto all’internazionalizzazione'”.

