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“il mandato negoziale approvato dal consiglio ue sulla pac dopo il 2027 rischia di penalizzare l’agricoltura biologica e biodinamica”. lo afferma un comunicato di demeter italia, che cosi’ prosegue: “i ministri dell’agricoltura, riuniti in lussemburgo, hanno proposto di lasciare agli stati membri la scelta se sostenere o meno l’agricoltura biologica, compresi la conversione e il mantenimento delle coltivazioni: una scelta che rischia di tradursi in trattamenti diversi da un paese all’altro e in minori certezze per le aziende gia’ impegnate sul fronte ambientale. l’intesa raggiunta dal consiglio e’ tuttavia parziale: restano ancora aperte le questioni finanziarie e il testo dovra’ ora essere negoziato con il parlamento europeo. e’ proprio questo il momento in cui il movimento biologico e biodinamico puo’ e deve far sentire la propria voce. ‘convertire un’azienda al biologico e mantenerla tale richiede anni di lavoro, investimenti e scelte imprenditoriali di lungo periodo. affidare il sostegno alla discrezionalita’ dei singoli governi significa esporre il futuro delle imprese agricole all’incertezza delle decisioni politiche nazionali e creare condizioni di disparita’ tra agricoltori che operano secondo le stesse regole europee – spiega enrico AMICO, presidente di demeter italia -. sembra che l’europa tenda a indebolire crescentemente lo sviluppo del biologico e del biodinamico, modelli ‘scomodi’ per il sistema industriale, per le grandi industrie sementiere, per i colossi chimici e farmaceutici’. per demeter italia, questo tentativo di indebolire il sostegno all’agricoltura biologica non e’ un episodio isolato, ma si inserisce in una tendenza piu’ ampia e preoccupante. dopo il via libera alla deregolamentazione delle nuove tecniche genomiche (ngt), anche la scelta di lasciare alla discrezionalita’ dei singoli stati il sostegno al biologico sembra indicare una precisa direzione: ridimensionare progressivamente le politiche europee a favore dei modelli agricoli ecologici, autonomi e indipendenti, a vantaggio di un sistema sempre piu’ dipendente dalla chimica di sintesi, dalle sementi brevettate e sempre piu’ concentrato nelle mani di pochi. ‘la deregolamentazione delle nuove tecniche genomiche (ngt) e la possibilita’ per gli stati membri di non garantire il sostegno all’agricoltura biologica – sottolinea AMICO – sono due segnali che vanno nella stessa direzione: ridurre progressivamente lo spazio riconosciuto a un modello agricolo fondato sull’ecologia, sulla biodiversita’ e sull’autonomia degli agricoltori, a favore di un sistema sempre piu’ dipendente dalla tecnologia e dalle sementi brevettate, con il rischio di rafforzare il potere di pochi grandi operatori del settore. in gioco non ci sono soltanto le risorse destinate al biologico, ma il modello di agricoltura e di sistema agroalimentare che vogliamo per il futuro’. ‘tutto questo rende ancora piu’ urgente la necessita’ che il movimento biologico e biodinamico faccia sentire la propria voce, soprattutto in una fase particolarmente difficile e delicata per l’agricoltura italiana ed europea’, aggiunge il presidente. a livello europeo, il movimento biologico e biodinamico e’ attivamente impegnato in iniziative di confronto, dialogo e advocacy, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di un futuro in cui sia tutelata la liberta’ di scelta tra diversi modelli agricoli. una pluralita’ che deve essere garantita sia agli agricoltori, affinche’ possano scegliere liberamente il proprio metodo di produzione, sia ai consumatori, affinche’ possano orientare consapevolmente le proprie scelte alimentari tra prodotti biologici, biodinamici e convenzionali. demeter italia accoglie dunque l’invito di ifoam, la federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica di cui anche demeter fa parte, a far sentire la propria voce, e chiede agli eurodeputati di mantenere nella pac 2028-2034 l’obbligo, per ogni stato membro, di sostenere sia chi sceglie di convertirsi al biologico sia chi continua a praticarlo. l’appello e’ rivolto in particolare agli eurodeputati italiani che hanno sottoscritto emendamenti per rendere il sostegno facoltativo o per cancellarne l’obbligo”.