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“il processo di riforma del sistema delle preferenze tariffarie generalizzate (spg) rappresenta un passaggio importante per rafforzare la credibilita’ dell’unione europea nelle relazioni commerciali e nello sviluppo di partenariati con i paesi beneficiari. allo stesso tempo, e’ essenziale garantire che gli strumenti previsti dal nuovo regolamento siano non solo formalmente presenti, ma anche realmente efficaci nel rispondere alle difficolta’ concrete che stanno affrontando alcuni settori agricoli strategici, in particolare quello del riso. la questione in discussione non riguarda soltanto l’equilibrio di mercato, ma la coerenza complessiva delle politiche europee con gli standard sociali e ambientali che l’unione richiede ai propri produttori. difendere una concorrenza equa significa infatti tutelare la sostenibilita’ sociale e ambientale, che costituisce uno dei pilastri fondamentali del modello agricolo europeo. dal punto di vista sociale, l’aumento delle importazioni alle condizioni attualmente previste rischia di accrescere la dipendenza da sistemi produttivi situati in contesti in cui persistono significative lacune nella tutela del lavoro e nell’applicazione dei diritti fondamentali dei lavoratori. gli agricoltori e i lavoratori dell’agroalimentare europeo operano nel rispetto di regole rigorose e sono soggetti a controlli stringenti”, informa un comunicato dell’ente nazionale risi che cosi’ prosegue: “dal punto di vista ambientale, emergono analoghe preoccupazioni. in diversi paesi beneficiari del spg vigono requisiti ambientali meno stringenti rispetto a quelli applicati nell’unione europea per quanto riguarda l’uso di alcune sostanze e la gestione delle risorse idriche. quando le importazioni provengono da sistemi produttivi sottoposti a requisiti meno rigorosi, il risultato non e’ soltanto una pressione competitiva, ma anche il rischio concreto di fenomeni di dumping ambientale. inoltre, i produttori europei stanno sostenendo investimenti per tutelare la biodiversita’, quindi consentire volumi di importazione significativamente piu’ elevati da sistemi in cui non sono applicati standard comparabili rischia di generare uno squilibrio strutturale e di compromettere la parita’ di condizioni su cui si basa la competitivita’ del settore. in questo contesto, l’introduzione di una clausola di salvaguardia automatica per il riso rappresenta certamente un passo avanti importante. tuttavia, esiste una preoccupazione fondata che le soglie attualmente previste per l’attivazione del meccanismo siano troppo elevate per garantire una protezione tempestiva ed efficace. in pratica, cio’ potrebbe ritardare l’intervento delle istituzioni fino a quando i danni economici, sociali e ambientali si saranno gia’ manifestati in modo significativo. gli emendamenti presentati in plenaria mirano proprio a risolvere questo problema attraverso un intervento limitato e tecnicamente mirato: abbassare le quantita’ di riferimento che determinano l’attivazione della clausola di salvaguardia, rendendo il meccanismo realmente operativo nel breve periodo e assicurando maggiore prevedibilita’ agli operatori del settore. e’ importante sottolineare che tali modifiche non intendono riaprire l’equilibrio complessivo dell’accordo ne’ rimettere in discussione l’esito del trilogo. si tratta, al contrario, di un adeguamento circoscritto e proporzionato, volto esclusivamente a garantire l’effettivita’ dello strumento di salvaguardia e la certezza giuridica per tutti gli attori coinvolti. sostenere e difendere questi emendamenti significa inviare un messaggio politico chiaro: l’unione europea resta impegnata nello sviluppo e nella cooperazione con i paesi partner, ma allo stesso tempo intende garantire condizioni di concorrenza eque, tutelare il lavoro e promuovere una sostenibilita’ ambientale coerente con gli standard richiesti ai propri produttori”. “il voto in plenaria, che si terra’ martedi’ 28 aprile alle ore 12, rappresenta quindi un passaggio decisivo per finalizzare il regolamento, assicurando che la clausola di salvaguardia automatica non sia solo prevista sulla carta, ma sia effettivamente in grado di proteggere il nostro settore e le comunita’ rurali che da esso dipendono”, ha detto la presidente dell’ente nazionale risi, natalia BOBBA.