IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, MINISTRO DELL’AGRICOLTURA BARBARA NAPPINI, PRESIDENTE DI SLOW FOOD ITALIA

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il presidente della repubblica sergio MATTARELLA ha tenuto un discorso alla cerimonia di inaugurazione di “terra madre e salone del gusto”che si e’ svolta questa mattina al teatro regio. ha detto il presidente: “per alcuni giorni il centro di torino vivra’ numerose occasioni di incontro e di dialogo, verra’ animato da esperienze e culture diverse, intorno a temi vitali per il nostro futuro. sara’ un arricchimento per tutti noi. rivolgo un saluto a tutti i presenti, al presidente di slow food international e considero preziosa la lettera che mi ha consegnato, alla presidente di slow food italia, al sindaco di torino, al presidente della regione, promotori di terra madre – salone del gusto. rivolgo un saluto al cardinale e all’arcivescovo, al ministro dell’agricoltura, e un saluto e un ringraziamento all’ambasciatore del regno unito, ringraziando per il caloroso messaggio di sua maesta’ CARLO III. saluto i rappresentanti delle comunita’, delle associazioni, delle imprese agricole che arricchiranno questo sguardo aperto sul mondo. un mondo plurale che, occupandosi dell’energia primaria per l’umanita’, il cibo, avverte la responsabilita’ del destino comune. e’ la prima edizione di terra madre senza carlo PETRINI, il suo ideatore e rappresenta, sin dal suo slogan “biodiversity – be diversity”, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che e’ riuscito con successo ad aprire con tante realta’ locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali. e’ davvero l’occasione per rivolgergli un pensiero di riconoscenza molto grande da parte della nostra repubblica. la biodiversita’: il gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente e la nostra vita. un patrimonio che ci interpella. la molteplicita’ genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. senza responsabilita’, senza cura di questa ricchezza, l’uomo puo’ comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. la biodiversita’ e’ sfida cruciale per il futuro. carlo PETRINI l’ha descritta molto bene come ‘la chiave della nostra sopravvivenza’. e’ una responsabilita’ per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali. impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, desertificazione di territori, cambiamenti climatici, scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, sono davanti a tutti. si tratta del grande tema della sostenibilita’, fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. e se oggi pure tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative.la biodiversita’ ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore. la biodiversita’ e’ anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono. il contributo di PETRINI, di carlin PETRINI, e’ stato in questi ambiti originale e di grande spessore, legando la tutela della biodiversita’ genetica con il rispetto delle diverse culture delle popolazioni, cioe’ delle differenze, facendoci conoscere persone e realta’ lontane. la biodiversita’, ripeteva PETRINI, e’ ricerca, e’ incontro; e’ cultura di solidarieta’ e di pace, come e’ stato poc’anzi ricordato. e appare appieno il valore della terra, delle terre, a partire da quelle coltivabili. il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica. sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre piu’ contro le popolazioni civili. riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. sprecandovi immani risorse. guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, in realta’ espressione di volonta’ di potenza e di dominio, con assoluta non curanza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle citta’, sui territori e, ovviamente, sull’ambiente. anche su questo terreno incontriamo PETRINI, in consonanza con la “laudato si'”. papa FRANCESCO ha scritto, in quell’enciclica, che “l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme” e che “non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. di fatto – aggiungeva – il deterioramento dell’ambiente e quello della societa’ colpiscono in special modo i piu’ deboli del pianeta”. ritroviamo qui temi dell’ispirazione profonda di terra madre. arcigola, slowfood, salone del gusto, terra madre, sono altrettante pagine di un libro che ha saputo unire tradizione e creativita’, come rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici. il futuro non puo’, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro. siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunita’ del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli. come non mai, dimensione locale e dimensione globale sono strettamente legati fra loro parlando di alimentazione. come non mai, questi temi sono legati a una dimensione etica, quella dei diritti delle persone.ecco perche’ alla terra occorre voler bene. e’ un modo per voler bene a noi stessi e a chi verra’ dopo di noi. questa e’ l’importanza del vostro lavoro di anni, delle campagne lanciate per la salubrita’ dei cibi, per la biodiversita’ e la sostenibilita’, per l’educazione alimentare. grazie alle reti che avete costruito – sotto la guida di carlin PETRINI – con produttori, universita’, associazioni della societa’ civile, oggi la cultura del cibo e’ diventata consapevolezza diffusa e spinta a una migliore qualita’ della vita. e’ ragione di lavoro per tante persone e per tanti giovani. l’agricoltura e’ comparto chiave e va sviluppata e difesa. ne va – e’ persino ovvio nella sua semplicita’ – del futuro del genere umano. non a caso la costituzione italiana ricorda, all’art.9, che la repubblica tutela “l’ambiente, la biodiversita’ e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” auguri a terra madre-salone del gusto. auguri a tutti voi. saranno giorni di incontro, di conoscenza, di riflessione per tante persone. un’occasione per seminare ancora. chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili. auguri di buona semina!”

TERRA MADRE: PRESIDENTE SLOW FOOD NAPPINI AI 1500 DELEGATI,
SIETE LA PROVA CHE ESISTE UN’ALTRA IDEA DI MONDO

“‘anche se vi accuseranno di essere sognatori o ingenui, siate e coltivate la diversita’: perche’ significa credere in un’altra idea di mondo, un mondo nel quale il cibo buono, pulito e giusto e’ un diritto di tutte e tutti. un mondo nel quale l’acqua, la terra, l’aria, le piante e gli animali, cioe’ le basi biologiche della vita, sono sacre e come tali rispettate’: lo ha detto la presidente di slow food italia barbara NAPPINI, in occasione dell’inaugurazione di terra madre – salone del gusto, a torino. ne da’ notizia un comunicato di slow food italia che cosi’ prosegue: “l’edizione 2026, come evidenziato nel titolo della manifestazione biodiversity – be diversity, che quest’anno celebra in modo particolare e in tutte le sue forme la biodiversita’, tema su cui slow food lavora da quarant’anni: non solo come diversita’ agricola di varieta’ vegetali e razze animali, ma anche come ricchezza sociale e culturale. una biodiversita’ che e’ garanzia di vita e di benessere. ‘siate e coltivate diversita’ – ha aggiunto NAPPINI – perche’ vi condurra’ a costruire dove c’e’ distruzione, ristabilire equilibrio dove c’e’ iniquita’, portare il bello e il buono dove ci sono brutture, e sfamera’ la vostra fame di giustizia e di pace’. poi, rivolgendosi ai 1500 delegati di terra madre arrivati a torino da 120 paesi e parlando, per loro tramite, ai milioni di contadini, pastori, pescatori, cuochi, artigiani che in ogni angolo del pianeta lavorano avendo cura della terra, ha aggiunto: ‘voi siete gia’ la transizione agroecologica che agisce dal basso, la state traducendo in esperienze concrete e collettive, voi siete gia’ un’altra idea di mondo nella quale ci riconosciamo parte del vivente e in cui produrre il cibo quotidiano significa avere cura di madre terra e non distruggerla’. l’edizione 2026 di terra madre salone del gusto e’ la prima senza la presenza del fondatore di slow food, carlo PETRINI, scomparso a maggio. ‘carlo aveva un dono raro: sapeva far sentire una persona proveniente da una piccola comunita’ rurale come se la sua voce fosse importante nel plasmare il futuro del mondo – lo ha ricordato il presidente dell’associazione della chiocciola, edward MUKIIBI, che lo conobbe nel 2008 quando arrivo’ a torino come delegato di terra madre dall’uganda -. ci ha insegnato che ogni comunita’, per quanto piccola o remota, custodisce conoscenze che il mondo non puo’ permettersi di perdere. oggi siamo qui perche’ il mondo ha bisogno della nostra voce e delle nostre azioni collettive, siamo qui per rifiutare la fame, l’ingiustizia, i nazionalismi, la guerra e la distruzione della biodiversita’, fondamento della nostra vita. e soprattutto siamo qui perche’ crediamo che il cibo possa essere una forza di trasformazione. il futuro che vogliamo sara’ realta’ quando le persone si riapproprieranno del potere di produrre cibo, proteggere i semi, condividere conoscenze e prendersi cura della biodiversita”. nel corso della cerimonia e’ intervenuto il presidente della regione piemonte, alberto cirio. ‘oggi e’ un giorno bellissimo e difficile insieme – le sue parole -. bellissimo perche’ terra madre e il salone del gusto sono una festa che torna nel centro della citta’. e’ un giorno di dolore perche’ manca la presenza fisica di carlin PETRINI, ma c’e’ la sua presenza emotiva e ideale molto forte che ci porta a guardare con fiducia al futuro e ai giovani. credo che da questa edizione di terra madre, alla presenza del presidente della repubblica che da sempre richiama la fiducia dei giovani, possa davvero arrivare un’iniezione di speranza e di fiducia nei giovani e nel futuro’. ‘la presenza del presidente della repubblica per terra madre e’ motivo di grande orgoglio per la nostra citta’. in questi anni, questa manifestazione ha creato legami tra persone e comunita’ di ogni parte del mondo – ha sottolineato il sindaco di torino, stefano LO RUSSO -. torino e’ diventata la loro casa, il luogo in cui tornare per ritrovarsi. qui arrivano persone da paesi diversi. portano con se’ culture, tradizioni, storie. terra madre da’ una risposta concreta: crea occasioni per conoscersi e confrontarsi. quando queste storie si incontrano, nessuno perde la propria: tutti ne escono piu’ ricchi. oggi, qui, e’ impossibile non pensare a carlin PETRINI: ci ha insegnato che un’idea puo’ nascere in un luogo preciso, mettere radici e poi parlare al mondo. terra madre e’ la prova vivente di quella visione’. anche re carlo d’inghilterra, in un messaggio letto dall’ambasciatore del regno unito in italia, stephen HICKEY, ha ricordato il fondatore di slow food. ‘tutti i miei incontri con carlo hanno significato moltissimo per me. la sua passione, la sua ardente umanita’ e il suo umorismo mi hanno sempre risollevato il morale e, come per tanti altri, mi manchera’ la sua presenza vitale e insostituibile piu’ di quanto possa mai esprimere a parole’. la lettera di RE CARLO D’INGHILTERRA, nella quale si sottolinea di PETRINI ‘il buon senso, l’umanita’ e i valori civili in un mondo che ne ha cosi’ disperatamente bisogno’, si chiude con queste parole: ‘sebbene carlo ci abbia lasciati, la sua eredita’ rimane piu’ viva che mai. il suo invito a partecipare al primo incontro di terra madre, nel 2004, si e’ rivelato indimenticabile sotto ogni aspetto e mi ha profondamente colpito. ora, a piu’ di vent’anni di distanza, la missione del movimento slow food sembra piu’ centrale e urgente che mai. mi rincuora enormemente che l’incontro di quest’anno si concentri sulla biodiversita’ come fondamento della natura. la biodiversita’ e’ alla base non solo del cibo buono, pulito e giusto per il quale tutti voi lavorate instancabilmente, ma anche dell’armonia essenziale da cui dipendono tutta la vita e la prosperita’. in questi giorni trepidi e ricchi di sfide, non posso che esortarvi a rimanere ambiziosi e pieni di speranza, ricordando l’esortazione di carlo: “chi semina utopia, raccoglie realta’”. prego affinche’ lo spirito di carlo vi guidi e che le vostre riflessioni portino abbondanti frutti’. prima della cerimonia inaugurale, barbara NAPPINI ed edward MUKIIBI hanno incontrato il presidente della repubblica italiana. nell’occasione, NAPPINI e il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, francesco LOLLOBRIGIDA gli hanno consegnato gli atlanti dell’arca del gusto, l’ultimo visionario progetto del fondatore carlo PETRINI, il cui sogno era proprio quello di donarli al presidente della repubblica italiana. composto da 18 volumi illustrati, organizzati su base regionale e geografica, racchiude varieta’ vegetali, razze animali, pani, formaggi, salumi, dolci a rischio estinzione: 1450 prodotti da salvare che rappresentano, per dirla con le parole del fondatore di slow food carlo PETRINI ‘semi di futuro, possibilita’ per costruire un mondo migliore’. MUKIIBI ha consegnato al presidente, a nome della rete globale della chiocciola, una lettera che raccoglie le speranze, le preoccupazioni e le aspirazioni di milioni di persone che credono in un cibo buono, pulito e giusto per tutti. ‘gli ho chiesto di aiutarci a portare il nostro messaggio oltre queste mura, perche’ le sfide che affrontiamo oggi non si fermano ai confini nazionali. affrontare le crisi del nostro tempo richiede una leadership globale, ma deve partire dall’ascolto delle persone che ne subiscono direttamente le conseguenze. insieme ricordiamo ai leader politici di tutto il mondo che la pace, la giustizia alimentare e la tutela della biodiversita’ sono scelte politiche’ ha sottolineato il presidente di slow food. durante la cerimonia inaugurale sono intervenuti quattro delegati di terra madre, in rappresentanza di tutta la rete internazionale di slow food: ireri elisa ORIGEL RODRIGUEZ dal messico, mohamed ABDIKADIR SOMO dalla somalia, XU kung-lien da taiwan, e yuliia PITENKO dall’ucraina”.

TERRA MADRE: INTERVISTE AGRA PRESS CON NAPPINI,
FINI E PROIETTI E DICHIARAZIONI LOLLOBRIGIDA

in occasione di terra madre salone del gusto che si svolge a torino dal 24 al 27 settembre agra press ha realizzate video interviste con barbara NAPPINI, presidente di slow food italia (qui il video https://youtu.be/Y1uWdbY1azg) che ha sottolineato l’importanza della biodiversita’, argomento principale di questa edizione della manifestazione; cristiano FINI, presidente di cia-agricoltori italiani (qui il video https://youtu.be/G1BNhJOa59w) che ha ricordato come la biodiversita’ sia il segno distintivo dell’italia rispetto agli altri paesi europei; livio PROIETTI, presidente ismea (qui il video https://youtu.be/A2eoXqGnhAc) che ha sottolineato il valore degli atlanti del gusto fortemente voluti da carlin PETRINI. inoltre agra press e ha raccolto le dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’agricoltura, francesco LOLLOBRIGIDA (qui video https://youtu.be/JIgT_hJSEPg) che ha risposto alle domande dei giornalisti su atlanti della biodiversita’ di slow food e caccia.

TERRA MADRE: FINI (CIA), ATTRIBUIRE VALORE
ECONOMICO ALLA BIODIVERSITA’ AGRICOLA

“e’ tempo di passare dalla consapevolezza al reddito, dalla tutela della biodiversita’ alla costruzione del suo valore economico. questo il messaggio lanciato da cia-agricoltori italiani a terra madre salone del gusto, inaugurata oggi dal presidente della repubblica sergio MATTARELLA, che quest’anno mette al centro il tema ‘biodiversity – be diversity’. proprio l’italia, con un trentesimo della superficie ue, ospita circa il 50% della biodiversita’ vegetale e il 30% di quella animale del continente europeo. un patrimonio immenso che deve essere salvaguardato, valorizzato e sostenuto, anche economicamente”, informa un comunicato della cia che cosi’ prosegue: “‘la biodiversita’ italiana e’ una ricchezza straordinaria che prima di tutto va riconosciuta -dichiara il presidente nazionale di cia, cristiano FINI-. non possiamo chiedere agli agricoltori di essere custodi di questo patrimonio senza riconoscere anche il valore aggiunto del lavoro che svolgono. la biodiversita’ e’ tutela dell’ambiente, ma e’ anche qualita’, distintivita’ e resilienza dei nostri prodotti e territori. per questo deve diventare un fattore di reddito per le aziende agricole’. una ricchezza che trova espressione concreta nella grandissima varieta’ delle produzioni made in italy. accanto alle dop e alle igp, conosciute e riconosciute sui mercati nazionali e internazionali, ci sono ben 5.813 prodotti agroalimentari tradizionali (pat), legati alle tecniche di lavorazione, alle usanze e ai luoghi di origine. prodotti che raccontano saperi, culture e paesaggi, spesso custoditi da micro e piccole imprese agricole, e restituiscono la molteplicita’ dei territori rurali italiani attraverso una biodiversita’ che diventa, in molti casi, anche un richiamo per il turismo enogastronomico, sostenendo economie, identita’ e comunita’ locali. ‘noi continuiamo a batterci per un’agricoltura che tutela la biodiversita’ e che si fa custode del territorio, interpretando fino in fondo la propria multifunzionalita’ -sottolinea FINI-. ma siamo altrettanto consapevoli che questo modello agricolo deve produrre reddito per poter esistere e continuare a generare valore e sostenibilita’. e’ una biodiversita’ di sistema che dobbiamo saper trasformare in sviluppo e opportunita’ economiche per gli agricoltori’. da qui la necessita’, secondo cia, di mettere in atto politiche capaci di remunerare concretamente la biodiversita’, sostenendo le imprese che contribuiscono alla sua conservazione e difesa – per esempio attraverso premi pac piu’ mirati e pluriennali e il riconoscimento dei servizi ecosistemici, rafforzando l’innovazione sui campi, favorendo l’accesso ai mercati delle produzioni distintive legate ai territori. ‘la biodiversita’ non puo’ restare soltanto un principio da affermare. deve diventare valore riconosciuto dal mercato e dalle politiche agricole -conclude FINI-. se vogliamo che le nuove generazioni continuino a coltivare varieta’, allevare razze, preservare paesaggi e mantenere vive produzioni legate alle identita’ locali, dobbiamo fare in modo che tutto questo abbia un adeguato riconoscimento economico. e’ questa la vera sfida: trasformare la biodiversita’ in valore. per l’ambiente, per i territori e, soprattutto, per chi ogni giorno la custodisce con il proprio lavoro'”.

TERRA MADRE: DEMETER, AZIENDA BIODINAMICA CAMUREIN
PRESENTA IL CACHI RAGNO DELLA VAL D’ENZA

“ha una sottile screpolatura a ragnatela che gli disegna il fondo. e’ grande, dolce, dalla polpa morbida. e fino a poco tempo fa rischiava di scomparire insieme alla memoria di chi lo coltivava. invece, da oggi, il cachi ragno e’ sull’arca del gusto di slow food: il merito e’ tutto di camurein, l’azienda agricola biodinamica certificata demeter di catia FRIGNANI e paolo MORINI, a calerno (re), che dopo anni di selezione e ricerca lo presentano alla xvi edizione di terra madre salone del gusto, in corso a torino dal 24 al 27 settembre 2026 e dedicata alla difesa della biodiversita’ come ricchezza. il frutto e’ stato depositato stamattina in piazza castello, alla presenza dei rappresentanti della comunita’ biodinamica emiliano-romagnola, di slow food emilia-romagna e di reggio emilia. il cachi ragno (diospyros kaki) arriva da lontano ma parla emiliano da piu’ di un secolo. introdotto in italia alla fine dell’ottocento, ha messo radici nella val d’enza reggiana, dove cresceva accanto alle case coloniche come risorsa preziosa per il consumo familiare. e’ una varieta’ rustica, resistente alle malattie e al freddo. si raccoglie tra ottobre e novembre, quando la sovramaturazione ne sprigiona tutto l’aroma, e deve il suo nome proprio a quella caratteristica screpolatura “ragnatelosa” nella parte inferiore del frutto. per camurein e’ un ritorno. l’azienda, gia’ produttrice del presidio slow food antichi meloni reggiani firma, con il cachi ragno, la sua seconda varieta’ tradizionale depositata sull’arca del gusto che raccoglie i prodotti che slow food riconosce come patrimonio gastronomico e di biodiversita’ a rischio di estinzione: una tappa verso un possibile, futuro riconoscimento come presidio. dietro c’e’ un lavoro paziente di ricerca, recupero e riproduzione partito dalla ‘pianta madre’ conservata nel podere”, informa un comunicato di demeter italia. “candidare il cachi ragno all’arca del gusto – dice catia FRIGNANI, titolare di camurein – significa onorare un patto di rispetto profondo con la terra e con chi ci ha preceduto. questo frutto e’ memoria, territorio, biodiversita’: tutto cio’ che l’agricoltura biodinamica demeter custodisce ogni giorno. ridiamo vita a un piccolo mondo antico, perche’ siamo certi che il futuro si costruisca anche cosi’.” il deposito del cachi ragno apre una serie di appuntamenti che, per tutta la durata della kermesse, vedranno protagonisti agricoltori biodinamici certificati demeter e amici dell’agricoltura biodinamica. il programma degli appuntamenti di demeter italia disponibile qui https://tinyurl.com/agrapress168

TERRA MADRE: MAMMI, EMILIA-ROMAGNA PRESENTE CON 29 PRODOTTI
DOP E IGP E LA RICETTA 791 CON CASA ARTUSI

“l’emilia-romagna delle dop e igp, dei presi’di slow food, dei produttori e dei territori arriva a torino per terra madre salone del gusto 2026. dal oggi, e fino a domenica 27 settembre, la regione sara’ presente nel cuore della citta’ con un proprio spazio dedicato alla biodiversita’ e al patrimonio agroalimentare regionale nel quale saranno proposte 22 degustazioni a base di 29 prodotti dop e igp, 16 presidi slow food, e accompagnate da 20 vini regionali. a fare da filo conduttore sara’ la ‘ricetta 791′, un’iniziativa nata da un’idea di slow food emilia-romagna e organizzata da regione e fondazione casa artusi, che coinvolgera’ il pubblico presente nella scelta degli ingredienti. un omaggio all’opera del celebre scrittore e gastronomo di forlimpopoli, pellegrino ARTUSI, e all’eredita’ di carlo PETRINI, fondatore di slow food, scomparso lo scorso maggio, nell’anno in cui l’associazione celebra i suoi 40 anni”, informa un comunicato della regione emilia-romagna che cosi’ prosegue: “anche in quest’edizione, come gia’ nel 2024, la regione – in collaborazione con apt servizi, unioncamere emilia-romagna, fondazione casa artusi, slow food emilia-romagna e tutte le condotte provinciali, chef to chef emilia-romagna cuochi, i consorzi dop e igp, le strade dei vini e dei sapori regionali e ais emilia – e’ presente con uno stand nel centro storico di torino, in piazza vittorio veneto, in un’area dedicata all’emilia-romagna con tutte le aziende regionali. l’inaugurazione ufficiale, con una degustazione di prodotti dei presi’di slow food, dop e igp, si e’ svolta oggi: al taglio del nastro hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura e agroalimentare, alessio MAMMI, il presidente di casa artusi, andrea SEGRE’, il presidente di apt servizi, alberto AITINI, il presidente di chef to chef, max POGGI, e la presidente di slow food emilia-romagna, claudia ZAMA. ‘terra madre e’ un’occasione preziosa per raccontare al mondo l’identita’ agroalimentare dell’emilia-romagna, una regione che vanta il piu’ alto numero di produzioni dop e igp in italia e in europa- ha sottolineato l’assessore MAMMI-. arriviamo a torino con 29 prodotti dop e igp, una presenza importante che testimonia la forza e la capacita’ di fare sistema del nostro agroalimentare. dietro ogni dop e igp ci sono imprese, produttrici e produttori, lavoro, competenze e filiere profondamente legate ai territori. un patrimonio che vogliamo continuare a tutelare e valorizzare, perche’ genera valore economico, sostiene il reddito delle imprese e contribuisce a far conoscere l’emilia-romagna nel mondo. con la ‘ricetta 791′- ha proseguito MAMMI- vogliamo raccontare questo patrimonio attraverso la qualita’, la biodiversita’ e i saperi custoditi dalle nostre comunita’. e vogliamo farlo rendendo omaggio al ‘nostro’ pellegrino artusi di forlimpopoli, aggiungendo idealmente una ricetta alla sua storica raccolta, e al nostro amico carlo petrini, a cui siamo immensamente debitori. carlo ha cambiato profondamente il modo di guardare al cibo, all’agricoltura e al rapporto tra produzioni, territori e comunita’. attraverso slow food e terra madre ha portato nel mondo una cultura fondata sulla tutela della biodiversita’, sulla qualita’ delle produzioni, sul rispetto della terra e sul valore del lavoro di chi produce. un’eredita’ straordinaria- ha aggiunto l’assessore- che continuera’ a essere un punto di riferimento per tutti noi. a lui vanno il nostro ringraziamento e la nostra riconoscenza’. ‘le nostre indicazioni geografiche non sono soltanto produzioni di eccellenza- ha ricordato MAMMI-. sono uno dei punti di forza dell’agroalimentare emiliano-romagnolo e un patrimonio economico, culturale e identitario riconosciuto in tutto il mondo. dobbiamo continuare a tutelarle, promuoverle e farle conoscere, in italia e all’estero, rafforzandone la presenza sui mercati e creando nuove opportunita’ per le imprese e le filiere. terra madre e’ anche questo: un’occasione per portare insieme fuori dai nostri confini la qualita’ dei prodotti, il lavoro di chi li realizza e i territori da cui nascono’. l’idea della ricetta 791 nasce dall’opera di pellegrino ARTUSI, ‘la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’: il celebre scrittore e gastronomo di forlimpopoli arrivo’, attraverso le sue successive edizioni, dalle 475 ricette del 1891 alle 790 dell’ultima edizione, del 1911. da allora la numerazione si e’ fermata. il progetto vuole proseguire idealmente l’opera di ARTUSI e costruire collettivamente, proprio in occasione di terra madre, la ricetta numero 791 attraverso la biodiversita’ e il patrimonio agroalimentare della regione, coinvolgendo territori, produttori, consorzi dop e igp, presi’di e prodotti dell’arca del gusto, cuochi e, soprattutto, visitatrici e visitatori. la costruzione della nuova ricetta accompagnera’ le tre giornate dedicate alle destinazioni turistiche regionali: domani, venerdi’ 25 settembre, con l’emilia, il pubblico scegliera’ il primo ingrediente, un carboidrato; sabato 26, nella giornata dedicata a bologna-modena, sara’ la volta della proteina; domenica 27, con la romagna, verra’ individuato il vegetale. i tre ingredienti piu’ votati saranno poi affidati al team gastronomico di casa artusi per dare vita alla ricetta 791. dal formaggio di fossa di sogliano dop alla mortadella bologna igp, dalla farina di castagne (presidio slow food) dell’appennino all’uva sasla’ (arca del gusto): nello stand della regione verranno proposte 21 degustazioni: occasioni per attraversare tre destinazioni – emilia, bologna-modena, romagna -, assaggiare prodotti dop, igp, presidi slow food e prodotti dell’arca del gusto. non solo: il pubblico potra’ anche votare i tre ingredienti (un carboidrato, una proteina e un vegetale) che entreranno nella ricetta 791. gli ingredienti vincitori delle diverse giornate di terra madre 2026 saranno raccolti e affidati al team gastronomico della fondazione casa artusi, che provvedera’ a elaborare la ricetta 791. la ricetta sara’ preparata in diretta domenica 27 settembre, alle ore 19, allo stand della regione dagli chef matteo MILANDRI di casa artusi e giorgio CLEMENTI, dell’alleanza dei cuochi slow food e chef to chef”.

SALONE DEL GUSTO: MACFRUT 2027 PRESENTATA
44MA EDIZIONE SALONE ORTOFRUTTA

“macfrut 2027: il futuro dell’ortofrutta e’ qui. edizione numero 44 della fiera della filiera internazionale dell’ortofrutta in programma da martedi’ 20 a giovedi’ 22 aprile 2027 al rimini expo centre. punto di riferimento globale del settore, tre sono gli asset strategici di un format fieristico che rappresenta un unicum nel panorama delle manifestazioni fruit&veg: business, per nuove opportunita’ commerciali con imprese da tutto il mondo; networking, con top buyer internazionali (oltre 900 nella scorsa edizione); conoscenza, dove ricerca e trend di settore divengono opportunita’ per crescere nei mercati. ad accompagnare il percorso fieristico un ricco planning di presentazioni internazionali accompagnato da un’attivita’ di incoming di buyer in collaborazione con agenzia ice”, informa un comunicato macfrut/cesena fiere che cosi’ prosegue: “organizzato da cesena fiera, sono tante le novita’ della prossima edizione a partire da un nuovo layout espositivo che fa incontrare tre appuntamenti per un’unica grande piattaforma multisettoriale dell’agribusiness. in contemporanea a macfrut si svolgera’ growtech europe, nuovo appuntamento europeo del principale brand internazionale dedicato al pre-raccolta, e fieravicola l’unica manifestazione internazionale interamente dedicata alla filiera avicola. novita’ anche nella nuova brand identity, presentata in anteprima a torino: non un semplice restyling, ma espressione del percorso di crescita ed evoluzione che sta ridefinendo visione e posizionamento della manifestazione. e ancora: kiwi prodotto simbolo, cile paese d’onore, piemonte regione partner, importanti meeting internazionali come mediterranean stone fruit outlook 2027 sulla coltura delle drupacee, insieme a numerosi altri incontri (un centinaio nella scorsa edizione) dove comprendere presente e futuro dell’ortofrutta. importante new entry, l’anteprima di lunedi’ 19 aprile con macfrut n.e.x.t. appuntamento esclusivo dedicato ad espositori, produttori, buyer e decision maker nazionali e internazionali. la 44esima edizione di macfrut e’ presentata giovedi’ 24 settembre a terra madre – salone del gusto a torino nello stand della regione piemonte con interventi di lorenzo GALANTI direttore generale agenzia ice, paolo BONGIOANNI assessore agricoltura regione piemonte, patrizio NERI presidente cesena fiera, luigi BIANCHI executive manager cesena fiera. presentano i focus internazionali: christian VON LOEBENSTEIN, console generale della repubblica del cile a milano; charif christian CARVAJAL direttore marketing europa e asia, frutas de chile; engine er exhibition director growtech”. “macfrut rappresenta una piattaforma strategica per l’internazionalizzazione dell’intera filiera ortofrutticola italiana, valorizzando sui mercati esteri non soltanto i prodotti, ma anche le tecnologie, le competenze e le soluzioni che caratterizzano il made in italy. per ice agenzia, la collaborazione con macfrut si inserisce pienamente nella missione di sostenere la competitivita’ delle imprese italiane e favorirne l’accesso ai mercati internazionali. il forte sostegno conferma il nostro impegno a promuovere l’apertura internazionale del settore e a creare opportunita’ concrete di sviluppo commerciale. i risultati del 2026, con circa 920 operatori esteri qualificati provenienti da oltre 80 paesi target e piu’ di 5.000 incontri con le aziende espositrici italiane, testimoniano il valore di un’attivita’ di incoming mirata, capace di favorire nuovi contatti e relazioni commerciali. guardiamo al 2027 con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la qualita’ della presenza internazionale a macfrut, favorendo incontri sempre piu’ qualificati e accompagnando le imprese verso nuove opportunita’ di export. continueremo a lavorare insieme agli organizzatori e ai partner per valorizzare il patrimonio di innovazione e competenze della filiera italiana e consolidare la sua presenza sui mercati globali”, ha detto lorenzo GALANTI, direttore generale agenzia ice. per patrizio NERI, presidente cesena fiera, “macfrut e’ in grado di anticipare le tendenze perche’ le stesse aziende espositrici mettono in condizione macfrut di interpretare i cambiamenti e le trasformazioni; nello stesso tempo macfrut aiuta le imprese ad aprire nuovi mercati, favorisce incontri buyer, mette in relazione produzione e tecnologia, mondo della ricerca con mondo delle imprese in un confronto con le istituzioni. in un mercato globale sempre piu’ competitivo, nessuno puo’ pensare di affrontare da solo le grandi trasformazioni in corso. una delle parole chiavi dei prossimi anni deve essere ‘sistema’. un sistema fra imprese, territori, istituzioni, ricerca, fiere e strumenti per l’internazionalizzazione. macfrut si candida ad esse uno dei luoghi nei quali questo sistema prende forma. e vuole farlo puntando sulla qualita’ delle relazioni, nella capacita’ d’innovazione e nella propria rilevanza internazionale”. “macfrut non e’ solo un’esposizione, e’ l’ecosistema dove prende forma il futuro dell’ortofrutta. uniamo la concretezza del business all’internazionalizzazione strategica al fianco di agenzia ice e ai contenuti di altissimo profilo del nostro comitato tecnico scientifico. per la prossima edizione mettiamo sul piatto novita’ straordinarie: prima fra tutte macfrut next, riservato ai leader e ai buyer internazionali che vogliono tracciare la rotta del mercato”, ha spiegato luigi BIANCHI, executive manager cesena fiera.

TERRA MADRE: SLOW FOOD PRESENTA GLI ATLANTI DELL’ARCA
DEL GUSTO UNA ENCICLOPEDIA DELLA BIODIVERSITA’

“diciotto libri illustrati, 1450 prodotti da salvare che rappresentano, per dirla con le parole usate qualche anno fa dal fondatore di slow food carlo PETRINI, ‘semi di futuro, possibilita’ per costruire un mondo migliore’. a terra madre salone del gusto 2026 sono stati presentati i 18 volumi che compongono gli atlanti dell’arca del gusto: ogni volume, organizzato su base regionale e geografica, racchiude varieta’ vegetali, razze animali, pani, formaggi, salumi, dolci che rischiano l’estinzione. un’opera monumentale che suggella un impegno trentennale dell’associazione della chiocciola: era il 1996 quando, a cena in un ristorante di costigliole, nelle langhe, venendo a sapere che gli ortolani della zona avevano smesso di coltivare peperoni per darsi alla piu’ redditizia floricoltura, a un primordiale gruppo di attivisti di slow food venne l’idea di mappare cio’ che in ogni angolo d’italia stava scomparendo, lanciando di fatto il manifesto dell’arca”, informa un comunicato di slow food italia che cosi’ prosegue: “voluti fortemente da carlo PETRINI e pubblicati da slow food editore, gli atlanti dell’arca del gusto sono stati realizzati grazie alla rete slow food sui territori e all’importante collaborazione tra slow food italia e l’universita’ di scienze gastronomiche di pollenzo. un progetto, quello dell’arca del gusto, sostenuto dal ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, e realizzato anche grazie alla banca dati di ismea e al supporto dei borghi piu’ belli d’italia che hanno creduto fin dall’inizio nei progetti di slow food a difesa della biodiversita’ e sostenuto e affiancato il percorso di lavoro che ha portato alla mappatura dei prodotti dell’arca, alla pubblicazione degli atlanti e alla realizzazione di uno spazio straordinario che ha portato qui a torino, in esposizione, i prodotti da salvare di tutte le regioni italiane. i diciotto volumi non si limitano a essere una fotografia dello stato di conservazione della biodiversita’ alimentare del nostro paese: rappresentano piuttosto uno strumento culturale e conoscitivo – ecco perche’ atlanti, in grado cioe’ di accompagnare il lettore in un viaggio nella storia, nell’agricoltura e nella memoria delle comunita’ di tutta la penisola – che a partire da terra madre saranno a disposizione di istituzioni, enti di formazione e promozione, scuole, centri di ricerca, produttori, ristoratori e cittadini, che ha lo scopo di tramandare i saperi legati alle produzioni locali e valorizzare il lavoro dei produttori custodi della biodiversita’. ‘l’ultima visione di carlin, un compito che ci pareva impossibile, ma di cui riconosciamo il valore: questi diciotto atlanti regionali dell’arca del gusto sono un obiettivo a cui lui teneva tantissimo – ha ricordato barbara NAPPINI, presidente di slow food italia, intervenendo alla presentazione degli atlanti dell’arca del gusto -. li voleva cartacei: li immaginava sfogliati nelle biblioteche, nelle scuole, nei centri di ricerca, nelle osterie. oggi sono realta’ e rappresentano una preziosa fotografia dell’agrobiodiversita’ italiana: ma guai a cristallizzarli! da qui, da oggi, si ricomincia a mappare altri cibi dimenticati che raccontano storie minute e universali di comunita’ e territori, consuetudini e saperi popolari, agrobiodiversita’ e paesaggio agrario. a questi atlanti vogliamo bene come avrebbe fatto carlo e ci piace immaginarlo contento nel vederli realizzati e donati al presidente della repubblica italiana e alle piu’ alte istituzioni’. ‘l’arca del gusto e’ uno strumento che mette in condizione chi produce qualita’ di essere conosciuto e riconosciuto dal mercato e consente di comprendere il valore di tanti prodotti, capaci di garantire benessere, qualita’ e tutela del territorio, grazie al lavoro degli agricoltori, degli allevatori, dei trasformatori, custodi dell’ambiente – ha dichiarato francesco LOLLOBRIGIDA, ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste -. e’ anche un modo concreto per contrastare il rischio di una standardizzazione dei prodotti a livello mondiale. e’ un progetto voluto da carlo PETRINI, al quale il ministero ha avuto modo di contribuire. PETRINI e’ stato un pioniere che ha saputo cambiare il modo di intendere il cibo, riconoscendogli un valore culturale e identitario e restituendo dignita’ al lavoro della terra e a chi ogni giorno ne custodisce le produzioni. la sua visione rappresenta un’eredita’ straordinaria, che continua a parlare al futuro’. livio PROIETTI, presidente di ismea, ha sottolineato che ‘l’arca del gusto ci parla di varieta’, produzioni, razze, tecniche e saperi che appartengono alla straordinaria biodiversita’ agricola e alimentare del nostro paese. allo stesso tempo dobbiamo dedicare attenzione a coloro che quotidianamente si prendono cura di quei territori – agricoltori, allevatori, artigiani, imprese e comunita’ – perche’ assicurando loro le condizioni per accedere all’innovazione, ai servizi, agli investimenti, si mantiene vivo il legame fra tradizione e futuro. percio’ come ismea siamo lieti di aver collaborato per la realizzazione di quest’opera che non e’ solo il sogno del fondatore di slow food ma ci ricorda che la conoscenza dell’agricoltura e dei suoi prodotti, l’analisi delle trasformazioni e delle dinamiche di mercato sono fondamentali per mettere a punto strumenti capaci di accompagnare la crescita e la competitivita’ delle imprese. questa e’ la missione di ismea e l’istituto continuera’ a fare la sua parte affinche’ il patrimonio agroalimentare sia fatto di storie, saperi e tradizioni condivise che guardano al futuro’. ‘gli atlanti dell’arca del gusto rappresentano un patrimonio straordinario di conoscenze e un progetto che carlo PETRINI ha fortemente voluto fin dall’inizio – ha affermato nicola PERULLO, presidente e rettore dell’universita’ di scienze gastronomiche di pollenzo -. l’universita’ di pollenzo ne e’ parte integrante: qui ricerca, formazione e conoscenza dei patrimoni alimentari si sono incontrate, contribuendo a dare metodo e profondita’ a questo grande lavoro di mappatura della biodiversita’. tra i ricercatori che vi hanno dedicato energie e passione voglio ricordare dauro zocchi, nostro alumno e collaboratore, scomparso prematuramente lo scorso marzo. questi atlanti sono anche il risultato di questo impegno collettivo e ci ricordano che conoscere e documentare cio’ che ancora esiste e’ il primo passo per poterlo salvare e trasmettere alle generazioni future’. la straordinaria biodiversita’ rappresentata dall’arca del gusto e’ protagonista della grande area espositiva, realizzata con il supporto del ministero dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, ospitata nello spazio di slow food italia in piazza castello fino al 27 settembre. sono esposti centinaia di prodotti da salvare – frutta, verdura, formaggi, pani, dolci, salumi – provenienti da ogni angolo d’italia. i 18 volumi degli atlanti dell’arca del gusto saranno fin da subito uno degli strumenti didattici utilizzati nelle scuole del progetto orto slow food, inseriti nei kit che centinaia di classi riceveranno per festeggiare, l’11 novembre, la prossima festa degli orti”.

TERRA MADRE SALONE DEL GUSTO 2026 CELEBRA LA BIODIVERSITA’ E 40 ANNI DI SLOW FOOD CON MATTARELLA

si gioca, si assaggia, si ascoltano storie e si scopre la biodiversita’: a terra madre salone del gusto 2026, dal 24 al 27 settembre nel centro di torino, l’educazione – informa un comunicato – passa attraverso esperienze pensate per coinvolgere e guidare il pubblico di tutte le eta’ alla scoperta di prodotti, razze, varieta’ vegetali e saperi che rischiano di scomparire. organizzata da citta’ di torino, regione piemonte e slow food, con il patrocinio del masaf, del maeci e di ismea, la manifestazione – sottolinea il comunicato – assume quest’anno un significato particolare: nel 2026 l’arca del gusto compie trent’anni e slow food educazione celebra l’anniversario trasformando la biodiversita’ in un’esperienza da vivere, conoscere e condividere. nel 2026 si festeggiano anche i 40 anni di slow food e serena MILANO, direttrice di slow food italia, presentando le ultime novita’ di terra madre ha ricordato il fondatore carlo PETRINI, morto lo scorso maggio. “per i nostri 40 anni, ci hai detto – ha spiegato parlando di PETRINI -, dobbiamo celebrare il lavoro piu’ importante della nostra associazione: quello per salvare la biodiversita’. nessun visitatore dovra’ tornare a casa senza aver compreso il valore della biodiversita’ e la necessita’, sempre piu’ urgente, di salvarla. e grazie alla tua tenacia – ha aggiunto -, avremo con noi, nella cerimonia di apertura, la piu’ alta carica dello stato: il presidente della repubblica italiana”. programma completo a questo link https://2026.terramadresalonedelgusto.com/

CIA A TERRA MADRE 2026 CON DEGUSTAZIONI, LABORATORI,
SHOW COOKING E INCONTRI CON I PRODUTTORI

“cia-agricoltori italiani in pista per terra madre salone del gusto, dal 24 al 27 settembre nel centro di torino”. lo rende noto un comunicato di cia, che cosi’ prosegue: “la manifestazione riunira’ ancora una volta il mondo del cibo buono, pulito e giusto, mettendo la biodiversita’ al centro dell’edizione 2026, con il claim ‘biodiversity – be diversity’. nello spazio espositivo di cia, in piazza castello, stand pc088, quattro giornate dedicate alla valorizzazione delle eccellenze dei territori italiani insieme alle aziende associate. nell’area show cooking & tasting della confederazione, infatti, i visitatori potranno partecipare a degustazioni guidate, laboratori didattici, incontri con i produttori, talk show e dimostrazioni culinarie per conoscere da vicino le filiere agricole, le produzioni di qualita’ e le storie che rendono unico il patrimonio agroalimentare made in italy (il programma completo e’ in allegato). il presidente nazionale di cia, cristiano FINI, sara’ presente all’inaugurazione di terra madre salone del gusto, giovedi’ 24 settembre, alle ore 11.30, al teatro regio, alla presenza del presidente della repubblica sergio MATTARELLA. la presidente di donne in campo-cia, rosa giovanna CASTAGNA, interverra’ invece all’incontro promosso da aics tirana, sabato 26 settembre, alle ore 12, nella sala codici del museo nazionale del risorgimento italiano. ‘e’ sempre bello tornare al salone del gusto – ha detto FINI -. un evento globale importante per parlare di cibo e condividere buone pratiche. farlo con slow food, tra l’altro, vuol dire mettere al centro gli obiettivi di sostenibilita’, equita’, solidarieta’ e qualita’. tutti elementi ancora piu’ rilevanti oggi con la lotta alla crisi climatica e la grave situazione geopolitica internazionale’.”.

GLI APPUNTAMENTI DI ISMEA A TERRA
MADRE SALONE DEL GUSTO 2026

“ismea partecipera’ alla nuova edizione di terra madre salone del gusto, in programma a torino dal 24 al 27 settembre, con un fitto programma di iniziative dedicate ad alcuni dei temi strategici per l’agroalimentare italiano: dall’olio extravergine di oliva alle indicazioni geografiche, fino alla valorizzazione delle terre agricole, mediante la banca nazionale delle terre agricole (bta) di ismea”. lo rende noto un comunicato di ismea, che cosi’ prosegue: “gli appuntamenti si terranno nello spazio reti di slow food italia a piazza castello. si parte giovedi’ 24 settembre, dalle 17.30 alle 18.30, con l’incontro ‘olio italiano, verso la nuova campagna: mercati, prezzi e prospettive’. alla vigilia della nuova campagna olearia, l’appuntamento offrira’ una lettura aggiornata dell’andamento della filiera italiana attraverso i dati ismea, dagli stock disponibili alle dinamiche dei mercati, per delineare il quadro di partenza della nuova annata e le prospettive per l’olio italiano. interverranno il presidente di ismea livio PROIETTI e tiziana SARNARI, responsabile dell’ufficio ig di ismea. venerdi’ 25 settembre, dalle 10.30 alle 11.30, sara’ la volta di ‘dop e igp, il patrimonio italiano che crea valore’, un appuntamento dedicato al ruolo delle indicazioni geografiche nell’economia agroalimentare italiana. i dati e il monitoraggio ismea saranno al centro di una riflessione sul peso della dop economy, sul valore economico e identitario delle produzioni di qualita’ e sulle opportunita’ legate al rapporto sempre piu’ stretto tra produzioni tipiche e turismo enogastronomico. a seguire, il 25 settembre, dalle 11.30 alle 12.00, il focus sara’ sulla bta con l’incontro ‘i nuovi criteri della banca nazionale delle terre agricole’. a qualche giorno dall’apertura della fase di vendita dei terreni del nuovo lotto, saranno illustrate le novita’ della nona edizione dello strumento, dalle procedure piu’ semplici alle nuove agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli, fino alle maggiori tutele contro il caporalato. la nona edizione mette complessivamente a disposizione oltre 14 mila ettari, confermando la bta come strumento per favorire la ricomposizione fondiaria, il ricambio generazionale e sostenere lo sviluppo dell’agricoltura italiana. interverranno livio PROIETTI e antonio MARTINOLI, responsabile della direzione affari legali e contenzioso di ismea. la presenza ismea sara’ arricchita anche da un programma di masterclass dedicate all’olio extravergine di oliva, condotte in collaborazione con la rete di slow food italia, nell’ambito del progetto per la promozione e valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva italiano finanziato dal ministero dell’agricoltura della sovranita’ alimentare e delle foreste. i laboratori/evo tasting saranno in totale 7: uno il 24 settembre e due al giorno nelle giornate del 25, 26 e 27 settembre. con ‘alla scoperta dell’olio extravergine italiano’, scuole e famiglie saranno accompagnate in un percorso alla scoperta di come nasce l’olio extravergine italiano e delle principali caratteristiche sensoriali del prodotto, attraverso semplici tecniche di analisi e l’assaggio guidato di oli differenti, per imparare a riconoscerne profumi, sapori e abbinamenti. per tutta la durata della manifestazione, ismea sara’ inoltre presente nell’area dedicata al masaf con un presidio informativo e tecnico. il personale dell’istituto sara’ a disposizione di imprese, operatori e visitatori per fornire informazioni e assistenza sulle misure e sugli strumenti gestiti da ismea, illustrandone caratteristiche, opportunita’ e modalita’ di accesso”.

TERRA MADRE: SLOW FOOD, 10 ESPERIENZE PER VIVERE
IL SALONE DEL GUSTO 2026 24-27/9 A TORINO

sono oltre 1000 gli eventi in programma dal 24 al 27 settembre, a comporre un’edizione di terra madre salone del gusto sempre piu’ diffusa, che porta la biodiversita’ dentro e fuori gli spazi del mercato, trasformando la citta’ in un grande palcoscenico di incontri, degustazioni, mostre, feste e momenti di confronto, da percorrere a piedi tra piazza carlo felice e piazza vittorio veneto, passando per via roma, piazza san carlo, piazza carlo alberto, piazza castello, palazzo reale e musei reali di torino. dal te’ selvatico delle foreste di taiwan alle cucine di ogni continente, dalle mostre agli incontri con produttori e comunita’, fino alle occasioni per confrontarsi sui grandi temi di attualita’ – inclusione, pace e futuro, crisi climatica e giusto prezzo – ecco alcuni spunti curiosi per immergersi nell’atmosfera di terra madre. si puo’ lasciare una ricetta nel ricettario collettivo ‘the relish living cookbook’ o sfilare con oltre 150 gelatieri per le vie di torino, imparare con il grande gioco dell’oca dei presidi slow food o scrivere insieme nello stand della regione emilia-romagna la ricetta che artusi non ha mai scritto. ne da’ notizia slow food italia. il comunicato completo con i dettagli delle 10 esperienze da vivere a terra madre qui https://tinyurl.com/agrapress166

TERRA MADRE 2026: REGIONE LAZIO E ARSIAL PRESENTI CON
38 IMPRESE E SPAZIO PER INCONTRI E DEGUSTAZIONI

“trentotto imprese e un patrimonio produttivo che spazia dall’olio extravergine di oliva ai formaggi, dai salumi alle conserve, dai prodotti da forno alle birre artigianali, fino al cioccolato, al caffe’, ai liquori e alle nuove esperienze della trasformazione agroalimentare. dal 24 al 27 settembre, la regione lazio e arsial partecipano a terra madre – salone del gusto 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al cibo, alla biodiversita’ e ai sistemi alimentari sostenibili. la presenza regionale si sviluppa lungo via roma, nel centro storico di torino, con una collettiva di 38 imprese e uno spazio istituzionale che ospitera’ degustazioni guidate, talk e momenti di approfondimento dedicati alle filiere territoriali, realizzati in collaborazione con slow food lazio”, informa un comunicato dell’arsial che cosi’ prosegue: “lo spazio istituzionale della regione lazio e arsial sara’ il punto di riferimento della partecipazione regionale: uno spazio di rappresentanza, incontro e promozione nel quale prodotti, territori e competenze saranno raccontati attraverso l’assaggio e il confronto con produttori, esperti e operatori del settore. accanto allo spazio istituzionale, la collettiva sara’ presente con banchi espositivi, ministand, aree di preparazione e postazioni dedicate ai presidi slow food. la collettiva restituisce un’immagine articolata del sistema produttivo regionale: aziende agricole, artigiani, cooperative, imprese sociali, consorzi e attivita’ di trasformazione che custodiscono tradizioni locali e sviluppano nuovi prodotti e modelli imprenditoriali. particolare attenzione e’ riservata ai presidi slow food e alle esperienze che raccontano l’evoluzione dell’agroalimentare laziale, dalle produzioni biologiche ai fermentati, fino ai progetti a carattere sociale. ‘questa collettiva racconta un lazio fatto anche di piccole e piccolissime produzioni, artigiani, cooperative e realta’ locali che custodiscono un patrimonio straordinario di qualita’, biodiversita’ e saperi’, sottolinea il presidente di arsial massimiliano RAFFA. ‘l’assessorato all’agricoltura e alla sovranita’ alimentare della regione lazio sta mettendo in campo investimenti importanti per rafforzare la competitivita’ dell’intero sistema agricolo e agroalimentare, senza lasciare indietro le produzioni di territorio che rappresentano una parte essenziale della nostra identita’. come arsial vogliamo accompagnarle nella promozione, nelle relazioni e nell’accesso a nuovi mercati. terra madre e’ il luogo ideale per farlo, anche grazie al lavoro di slow food, che tutela e valorizza con grande efficacia produzioni, comunita’ e tradizioni che rendono unico il lazio’. l’edizione 2026, dedicata al tema ‘be diversity’, coinvolgera’ le piazze e le strade del centro di torino e riunira’ oltre 600 produttori italiani e internazionali. la partecipazione di regione lazio e arsial rafforza la visibilita’ delle imprese regionali e promuove il legame tra produzioni, comunita’ e paesaggi rurali, coniugando tutela della biodiversita’, innovazione e sviluppo delle economie locali. maggiori informazioni sull’iniziativa e sulle aziende presenti sono disponibili sul sito istituzionale di arsial: www.arsial.it