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nel corso delle comunicazioni rese al senato in vista del consiglio europeo la presidente del consiglio ha dichiarato: “un altro capitolo centrale del prossimo consiglio europeo sara’ il negoziato sul quadro finanziario pluriennale, complesso e importante perche’ il bilancio dell’unione non e’ un esercizio contabile, ma e’ lo strumento attraverso cui decidiamo concretamente quali siano le priorita’ del futuro e quante risorse siamo disposti a mettere a disposizione di quelle priorita’. in questi mesi abbiamo gia’ ottenuto diversi risultati concreti rispetto alla proposta originaria della commissione. gli stati membri avranno un ruolo piu’ incisivo nella gestione dei nuovi strumenti (cioe’ le scelte di come usare le risorse non si faranno solo a bruxelles). la politica agricola comune e la politica della pesca manterranno identita’ e tutele proprie, perche’ agricoltori e pescatori non possono diventare una voce qualsiasi in un fondo indistinto. sullo stato di diritto, abbiamo ottenuto regole piu’ chiare e oggettive per impedire che se ne faccia un uso politico. nel nuovo fondo europeo per la competitivita’ ci saranno maggiori garanzie per le piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra economia, e i governi avranno piu’ voce in capitolo per definire le priorita’ dell’azione esterna dell’unione. sono risultati importanti, ma il negoziato e’ ancora molto lontano dalla sua conclusione. anzi, entriamo ora nella fase piu’ delicata, quella della trattativa sulla dimensione effettiva del bilancio e su dove trovare le risorse che servono. a monte c’e’ una questione di metodo, che voglio ribadire anche qui. la presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l’obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell’anno. noi non siamo contrari per principio a questo obiettivo, ma deve essere chiaro che la data non puo’ diventare piu’ importante del contenuto. non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una scadenza. noi firmeremo un accordo solo quando sara’ un accordo giusto per l’italia. . e che cosa significa nel merito? significa, innanzitutto, costruire un bilancio che dia risposte chiare e concrete; significa finanziare adeguatamente le nuove priorita’ che tutti diciamo di considerare strategiche, senza sacrificare le politiche che rappresentano uno dei fondamenti del progetto europeo. lo dico in maniera molto chiara: l’italia non accettera’ un bilancio che ridimensioni la politica agricola comune, la pesca e la coesione. . agricoltura e pesca riguardano la nostra sicurezza alimentare, che e’ una componente essenziale dell’autonomia strategica europea. la coesione riguarda la capacita’ del mercato unico di funzionare senza lasciare indietro interi territori e conseguentemente indebolire anche la crescita complessiva. dunque, a mio avviso, non c’e’ alcuna contraddizione tra politiche tradizionali e nuove priorita’. al contrario, non esiste sicurezza senza sicurezza alimentare; non esiste vera competitivita’ senza pari dignita’ tra i territori. nei giorni scorsi la presidenza irlandese ha presentato una nuova proposta negoziale che prevede un bilancio di circa 1.622 miliardi di euro per il periodo 2028-2034 a prezzi costanti. parliamo di un taglio di 108 miliardi di euro rispetto alla proposta di giugno e di oltre 140 miliardi rispetto a quella originaria della commissione. pur in presenza di tagli consistenti, sono state preservate le risorse complessive dei piani nazionali e regionali, che comprendono pac e coesione. e’ un risultato molto importante e tutt’altro che scontato, al quale sono felice di poter dire che ha contribuito in modo decisivo la lettera congiunta dei 17 stati membri “amici della coesione”, che e’ un’altra iniziativa avviata dall’italia, stavolta insieme alla romania. (applausi). e proprio per continuare a lavorare su questa linea, insieme alla romania, ospiteremo a margine del consiglio un nuovo incontro del gruppo. sara’ l’occasione per fare il punto sul negoziato e ribadire una posizione comune prima della fase decisiva”.

